non riesco a pensare ad altro.
mi serve un esorcismo.
un rito, un rimedio.
è urgente.
ora. stai un po' zitta.
sospira... respira, respira e pensa.
trovati una collina sul vuoto, arrampicati su una nuvola di rabbia
apri i polmoni
e urlalo
fuori il veleno.
tutto. tanto
finchè il fiato ti si spezza in gola.
e il maledetto evaporerà con il suo male.
adieu.
isola
Isola e rifugio di tutti i Sognatori Seriali Anonimi ... gli altri sono avvisati.
Il passato, il presente, il futuro... ovunque e comunque, sono io, una sognatrice seriale, state attenti è una malattia!
This is a shelter island for all Anonymous Serial Dreamers ... and the others ?! beware!
Looking at past, present, future ... anywhere and anyhow, it's me...a serial dreamer ... be careful, it's a viral disease!
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giovedì 12 febbraio 2015
mercoledì 1 ottobre 2014
cose che succedono
Sì, sì, lo so ... non si fa così.
Non si sta zitti per mesi. Non sta bene. E' come tenere il muso, che è una cosa che detesto. Eppure non avevo davvero modo di esprimermi. Portate pazienza.
Stasera invece sì.
Fuori sento una pioggia dolce e tranquilla. Un gocciolare indolente, calmo, stranamente simile a quel momenti in cui in estate torni dal bagno in mare e ti piazzi sotto una doccia calda e lenta, senza pressione, senza fretta.
E senti un'energia buona, sana, pacifica. Senza motivo.
Allora ho pensato che a volte davvero devi lasciare andare le cose. Devi arrivarci da te, nessuno riesce a convincerti, ma certe cose succedono. punto.
E riparti, a rilento, tuo malgrado. Le assorbi con riluttanza, ma poi il tuo metabolismo le supera, e tu con lui.
Stasera questa pioggia mi ha fatto sentire un calore inspiegabile, è bastato un minuto. Mi sono resa conto che la devo piantare con l'ostinata voglia di trovare spiegazioni, dove spiegazioni non ci possono essere.
Le cose succedono.
La pioggia arriva, il sole tramonta, ma poi al mattino ritorna la luce, e tu cresci e vai avanti, ogni giorno, anche quando ti senti paralizzato, bloccato, inchiodato... vai avanti.
Sognatori, non temete. Nulla potrà fermarci. Guardate oltre e con occhi candidi troverete l'arcobaleno...
domenica 25 maggio 2014
fiori di campo
Durante questa primavera altalenante di umori e pioggia sto sperimentando nuovi lati di me che ritenevo secondari. Capita.
Capita di riuscire meglio a "vedere" la varia umanità che mi circonda in modo più chiaro, improvvisamente più nitido.
E' che il genere umano mi è sembrato un grande campo di fiori selvatici....
Esistono quelli vivaci e chiassosi di corolle prorompenti: li distingui da lontano, sono punti di riferimento, sanno calamitare lo sguardo e l'attenzione in un nanosecondo e li pensi protagonisti festosi dello spettacolo principale. Si sforzano di dare il massimo, con potenza, alzando la voce; spesso però sono fragili, con steli sottili e continuamente attaccati con ostilità quali simboli di successo finiscono per appassire velocemente e vengono dimenticati e sostituiti da altri a seguire.
Ci sono invece i più piccoli e fitti, che stanno in sottofondo, in una moltitudine indistinta che quasi ti par secondaria; però senza di loro l'insieme sarebbe meno corposo e piacevole, svuotato di luce. Loro lo sanno e si moltiplicano con allegria e diversità.
Altri sono più seri, pacifici e sobri, diresti senza grande personalità, ma per certi buongustai non esiste nulla di migliore: profumano di buono, son dolci e saporiti insieme, nutrienti, carnosi o anche contengono medicamenti, ma causa del loro aspetto in tanti non sanno cosa si perdono a snobbarli con sufficienza.
Poi come dimenticare certe erbe striscianti e tenaci, che non fanno altro che passare la vita a soffocare i loro vicini: si insinuano da sotto, lentamente, con insistenza, con radici e tentacoli forti. A qualcuno deve forse sembrare siano stati creati per sorreggere il prossimo, ma il loro egoismo li spinge a non regalare nemmeno un fiore in tutta la loro esistenza.
Nascono e si espandono ad oltranza solo per dimostrare il loro potere di soffocamento.
Poi ai margini ti accorgi che ci sono piccole zone con sfumature più uniformi... comunità quasi separate dal resto, che si crogiolano nel chiaccherare tra loro senza tanto sforzarsi di interagire al di fuori del loro cerchio magico. Parlano una lingua un po' diversa, ma in fondo sui concetti fondamentali sanno fare sempre la loro parte.
... in fondo, siamo tutti come fiori di campo, esistiamo solo per seguire la nostra natura.
e poco importa se persone od eventi ci vogliono addomesticare.
quello siamo, esprimiamo, e restiamo, fino alla fine.
sabato 25 maggio 2013
sono stata via
e non solo fisicamente... via da casa per qualche giorno, via della routine.
come sempre viaggiare implica dover sperimentare qualcosa di nuovo su di sè, ogni volta. esperienze che si aggiungono alla propria, persone che si sfiorano, interazioni che nascono, muoiono o evolvono, sapori di sè e degli altri, che magicamente affiorano sorprendendoci oppure lasciandoci delusi.
viaggiare....non lo riesco a fare molto spesso, purtroppo.
fisicamente intendo, perchè come capirete, di testa viaggio in continuazione.
in viaggio puoi cogliere o perdere occasioni, conoscere le persone di più, confrontarti con le tue paure più concrete e liberartene, a patto che tu scelga di aprirti al mondo e ai suoi sconclusionati abitanti.
dopodichè puoi riuscire a chiarirti le idee su chi sei davvero, con sguardo più lucido odiarti (o amarti) di più, scaraventarti nella mischia, senza difese, o capire che sei talmente forte da non averne più bisogno.
stanze d'albergo, strade piene di gente, ascensori silenziosi, corridoi semibui, odori, suoni, sapori di vita incredibili o sciatti... non importa molto in fondo dove tu sia. importi tu, quello che hai dentro, che sei e che riesci ad esprimere, con tutta la tua fatica di essere umano.
importa quanto sei disposto a giocare le tue carte, correre il rischio
di rimanere nel tuo bozzolo sicuro, impermeabile al prossimo e alla vita
che ti scorrerà di fianco, oppure inzupparti di quel che lambirà la tua
pelle e farti permeare da mondi sconosciuti di persone ed esperienze, continuando a sapere chi sei.
ogni viaggio è così, lungo o brevissimo.
occhi e mente aperti riescono a fare la differenza.
la differenza tra imparare o no qualcosa...
"qui è
notte, lontano da casa... più mi allontano e più sono vicino a questo
mondo di esseri erranti, così uguali e immensamente diversi, diversi da
me.
quanti altri staranno guardando fuori da finestre come questa, ascoltando vento, nuvole e pioggia, al riparo di stanze d'albergo? sono una pulce quassù, qua per aria tra i miei pensieri, che quasi potrei saltare via... ma ho le mie radici e questo conta un bel po' per apprezzare i viaggi e poi amare i ritorni. that's life, we are human beings. 29 aprile 2013"
quanti altri staranno guardando fuori da finestre come questa, ascoltando vento, nuvole e pioggia, al riparo di stanze d'albergo? sono una pulce quassù, qua per aria tra i miei pensieri, che quasi potrei saltare via... ma ho le mie radici e questo conta un bel po' per apprezzare i viaggi e poi amare i ritorni. that's life, we are human beings. 29 aprile 2013"
martedì 2 aprile 2013
il cofanetto
Possiedo un cofanetto.
Si tratta di una specie di scrigno, molto speciale per me.
E’ in argento, grande quanto basta ad essere custodito tra le mani.
Non ha spigoli, parti appuntite, giunture o saldature … a vederlo è un bel monolito di metallo lucente e prezioso.
Liscio,
ma non piatto, la sua superficie è disseminata di lievi increspature,
quasi piccole martellate, che lo rendono irregolare ed imperfetto, ma
che per questo invitano i polpastrelli a soffermarsi su di esse come ad
indagare sulla loro origine…cosa le avrà provocate ?
quale trauma, urto o tentativo di scasso le avrà generate ?
che storia raccontano, … o proteggono ?
perché mai non sono state riparate, ripristinando una perfezione che ancora adesso si può intuire o immaginare ?
Quando
lo sfioro, posso sentire il metallo scaldarsi tra le mie dita, divenire
duttile e ancor più misterioso, un involucro accogliente che al tatto
si appanna col calore della mano e che sembra un gatto accoccolato tra
le mani del padrone, che fa le fusa in attesa di altre carezze,
conservando intatti i suoi segreti intendimenti.
Non ha
chiusure, né serrature o lucchetti, né molle che inducano o mostrino
come si può aprire… solo io so quale avvallamento sfiorare per
schiuderlo davanti a me al bisogno…e solo se e quando ce n’è bisogno o
desiderio.
E’ evidente che si tratta di una creazione esclusiva, pensata e realizzata ad uno scopo ben preciso,
pensata e realizzata per essere adatta a me.
L’assurdo è che io stessa ne ignoravo l’esistenza fino a poco tempo fa.
Quando l’ho sfiorato per la prima volta e si è aperto docilmente al mio comando, ne sono stata incantata e sorpresa.
Con
un lieve sussulto del cuore mi si è presentata subito una specie di
macchia di colore, in porpora scuro, quasi un nero mancato, con
sfumature violacee, cangianti di luce catturata e non più resa
all’esterno … un velluto morbido, non disteso, anzi ripiegato più e più
volte su sè stesso, come ricurvo e danzante, pronto a nascondere e poi
subito a svelare, altero e dolce…
Istintivamente l’ho
portato al viso, per sfiorarlo e capirlo, quasi fosse un’entità
pensante…e mi ha accolto con un profumo sensuale e innocente, che sapeva
di buono, di positivo e invitante, una specie di esortazione a restare e
a indagare tra le sue pieghe misteriose.
L’ho fatto, perché ho
subito colto che stavo per scoprire qualcosa di mio, di intimo e a me
familiare, pur essendo tutto nuovo davanti ai miei sensi.
Vi
ho trovato odori, ricordi, idee di persone vere e di esseri vivi solo
nella mia fantasia, momenti vissuti o magari solo pensati, a volte
inespressi, celati nella mia anima, talmente nascosti che nemmeno io ero
cosciente della loro esistenza… desideri brucianti che mi hanno
infiammato e altri che poi ho spento… senza riuscirvi del tutto.
Tante
sfaccettature del mio io senziente che abitualmente mi intimoriscono e
che spesso reprimo per non esserne travolta, ma che poi invece adoro,
perché mi rendono viva.
…e dopo tutto questo ho capito
quanto fosse importante questo cofanetto tra le mie mani, il suo
prezioso contenuto e il suo pericoloso futuro.
Per questo
l’ho richiuso dolcemente, accarezzando prima l’interno per imprimere nei
miei sensi la sua accogliente morbidezza, poi il lucido metallo esterno
per coglierne bene la forza e rassicurante solidità… e ora l’ho riposto
al sicuro, pronto per ogni evenienza.
Il mio fedele scrigno terrà prigioniero il suo tesoro per sempre, senza mai perdere un solo respiro…
il tuo confido saprà fare altrettanto.
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venerdì 2 novembre 2012
i pirati siamo noi!
E' incredibile ...
una foto trovata sul web, la luna, mia compagna fedele, una bandiera,
un cielo e la nebbia che avvolge un veliero. Gli elementi sono stati
usati mille volte da poeti, scrittori, registi e bambini, ma parte un'invocazione ... non abbiate paura, i pirati siamo noi! Il resto
del mondo deve sapere che non siamo sconfitti, fiaccati dal mondo! Grida accartocciate
dal torpore di discorsi noiosi, aspirazioni sfregiate dal quotidiano,
doveri che ci richiamano al dunque... niente ci impedirà di partire
stanotte!
Ognuno con la sua
storia, un fazzoletto avvolto intorno ad un bastone, con la
terra sulle scarpe, c'è chi mette la bandana, chi porta un tappeto volante come ruota
di scorta, chi la polvere di fata o la mappa del tesoro.
Per qualche minuto, minuto
infinito e stupendo, un coro di cuori è salpato, tamburellando sulle proprie tastiere e
i Sognatori Seriali han trovato un abbraccio comune.
timidi scorbutici
sognatori strampalati seriamente attaccati a soffi di nuvole...
grazie di essere con me su questa nave del tempo... non vedo l'ora di ritrovarvi al prossimo incrocio di magia!
martedì 16 ottobre 2012
là fuori e lì dentro
la luce proveniente da un Sognatore Seriale Anonimo è sempre accesa.
anche nella notte più fredda e ostile, se vi soffermaste a scrutare in lontananza, vedreste una scintilla lontana che intermittente vi trasmette un messaggio leggero... sogna, respira, apri ogni poro per assorbire il mondo!
e non importa cosa c'è intorno, tutto assumerà un nuovo senso:
i racconti di un vecchio parente, la risata di un amico ritrovato, la sorprendente magia di un imprevisto incontro che a pelle vi elettrizza e catapulta in vite diverse, il quotidiano e sicuro suono della porta di casa che si chiude dietro di voi, il soffice tuffo sul vostro letto... ogni cosa là fuori e lì dentro sarà illuminata da questa luce e per questo vi renderà lieve ogni respiro.
guardatevi intorno per scorgere un Sognatore Seriale Anonimo che vi illumini il cammino... e non è detto che occorra la notte per individuarne la luce.
sabato 13 ottobre 2012
solo olio ed acqua ...
oil and water - 18 , by Ahmet Şahin
...infiniti mondi in queste gocce d'acqua e olio ...
colori, superfici, forme che si toccano, respingono, attraggono. perdersi in un niente, un microcosmo di temporanea fantasia... mongolfiere che si levano al tramonto, sfere di luce diffusa e calda come apparizioni notturne, mille lune spezzate in riflessi lontani, perle sparse da un filo lanciato per gioco, gocce di cera, lacrime di farfalla
e un occhio nel buio che attende, che cerca di capire se al prossimo movimento tutto davvero sparirà ...
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